martes, 27 de marzo de 2012

UN PICCOLO OMAGGIO AD ANTONIO TABUCCHI


Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d'estate. Una magnifica giornata d'estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava. Pare che Pereira stesse in redazione, non sapeva che fare, il direttore era in ferie, lui si trovava nell'imbarazzo di mettere su la pagina culturale, perché il "Lisboa" aveva ormai una pagina culturale, e l'avevano affidata a lui. E lui, Pereira, rifletteva sulla morte. Quel bei giorno d'estate, con la brezza atlantica che accarezzava le cime degli alberi e il sole che splendeva, e con una città che scintillava, letteralmente scintillava sotto la sua finestra, e un azzurro, un azzurro mai visto, sostiene Pereira, di un nitore che quasi feriva gli occhi, lui si mise a pensare alla morte. Perché? Questo a Pereira è impossibile dirlo. Sarà perché suo padre, quando lui era piccolo, aveva un'agenzia di pompe funebri che si chiamava Pereira La Dolorosa, sarà perché sua moglie era morta di tisi qualche anno prima, sarà perché lui era grasso, soffriva di cuore e aveva la pressione alta e il medico gli aveva detto che se andava avanti così non gli restava più tanto tempo, ma il fatto è che Pereira si mise a pensare alla morte, sostiene. E per caso, per puro caso, si mise a sfogliare una rivista. Era una rivista letteraria, che però aveva anche una sezione di filosofia. Una rivista d'avanguardia, forse, di questo Pereira non è sicuro, ma che aveva molti collaboratori cattolici. E Pereira era cattolico, o almeno in quel momento si sentiva cattolico, un buon cattolico, ma in una cosa non riusciva a credere, nella resurrezione della carne. Nell'anima sì, certo perché era sicuro di avere un'anima; ma tutta la sua carne, quella ciccia che circondava la sua anima, ebbene, quella no, quella non sarebbe tornata a risorgere, e poi perché?, si chiedeva Pereira. Tutto quel lardo che lo accompagnava quotidianamente, il sudore, l'affanno a salire le scale, perché dovevano risorgere? No, non voleva più tutto questo, in un'altra vita, per l'eternità, Pereira, e non voleva credere nella resurrezione della carne. Così si mise a sfogliare quella rivista, con noncuranza, perché provava noia, sostiene, e trovò un articolo che diceva: «Da una tesi discussa il mese scorso all'Università di Lisbona pubblichiamo una riflessione sulla morte. L'autore è Francesco Monteiro Rossi, che si è laureato in Filosofia a pieni voti, e questo è solo un brano del suo saggio, perché forse in futuro egli collaborerà nuovamente con noi».

miércoles, 21 de marzo de 2012

UN NUOVO PARADISO PER I GRANDI MAMMIFERI DEL MARE!


Le balene confermano la loro presenza a Cala Gonone. I grandi mammiferi marini, per festeggiare l'inizio della primavera, scelgono ancora il Golfo di Orosei e compaiono per la prima volta nella stagione del 2012 davanti alla costa della frazione marittima dorgalese. La cornice della baia di Cala Gonone è mozzafiato. Da alcuni anni in questo periodo, improvvisamente si arricchisce dei giganti del mare con una tempistica incredibile. Sembra quasi che posseggano un orologio biologico che permette loro di mostrarsi all'appuntamento annuale senza ritardo.
Lo scorso anno erano state avvistate davanti a Cala Gonone il 23 marzo. Quest'anno invece nel tratto di mare Cala Luna, spiaggia di Cartoe. «La comparsa delle balene a poche centinaia di metri dalla linea di battigia della costa dorgalese conferma ancora una volta l'importanza del Golfo di Orosei sotto il profilo della biodiversità. La prova del contatto costante negli anni delle balene, che quest'anno con grande puntualità ricompaiono a 400 metri dal porto, negli stessi giorni in cui sono state avvistate l'anno scorso, è un dato inconfutabile». Lo dice Stefano Lavra che da circa nove anni nell'attività di ricerca e monitoraggio segue con passione questi incredibili mammiferi marini, e ogni anno lo stupore si manifesta alla loro comparsa. Si tratta probabilmente di una famiglia di balene proveniente dal sud del Mediterraneo che si spinge al centro del golfo di Cala Gonone per fermarsi circa un mese, per poi dirigersi in direzione nord.

martes, 13 de marzo de 2012

SPAGNA CHIAMA SARDEGNA, IN LINGUA CATALANA!


Un disco che uscirà a novembre, una tournée appena conclusa in Spagna e una nuova collaborazione in vista. Dopo avere festeggiato i dieci anni di carriera nel 2011, Franca Masu non si è fermata. Mentre il suo disco "10 anys" era un album dei ricordi sui palchi d'Europa, il prossimo lavoro discografico, "Alma Blau", «è un momento di svolta». A dirlo è la stessa cantante algherese, appena rientrata dai concerti di Madrid.
Con la sua aria sempre in bilico fra il sofisticato e il naif, con un piede per terra e uno sui palchi del Mediterraneo, Franca Masu racconta le ultime esperienze di cantante, di autrice e di madre.
La lingua di riferimento è ancora il catalano?
«Sì. I brani in italiano sono solo tre: uno di Beccalossi e due riadattamenti dai repertori di Dulce Pontes e di Cesaria Evora. Devo dire che per me il catalano è una sorta di gabbia d'oro. È una lingua difficile, il suo suono è allo stesso tempo ostico e soave. Ma voglio scrivere in catalano e mi batterò finché posso per il suo utilizzo perché la lingua deve crescere».

martes, 6 de marzo de 2012

UNA BELLISSIMA INIZIATIVA PER BAMBINI IN SARDEGNA!


Si chiama "Earth Child House - Sa Domo De Sos Pitzinnos de Sa Terra" il progetto che prevede di realizzare una struttura a Villanova Monteleone, la prima in assoluto al mondo, destinata ad accogliere bambini malati terminali, per consentire loro di trascorre una settimana di serenità sicuri e immersi nella natura.
Parchi cittadini, centri per vacanze, non garantiscono il comfort, la pulizia e le condizioni di serenità, mentre sanatori e centri ospedalieri non sono il luogo in cui quei bambini possono trovare quel fondamentale contatto con la vita e la natura. Questo luogo dove coniugare le due esigenze è la "Earth Child House», una biosfera, una piccola foresta con piante, uccelli, pesci, ruscelli, e fontane, all'interno di una speciale serra-cupola e con differenti ambienti confortevoli annessi. La struttura accoglierà persone da tutto il mondo. Per i bambini sarà un'esperienza vitale, in libertà e troveranno la felicità dal contatto con le piante e con gli animali.